Volcanic Wines, l’associazione delle doc di origine vulcanica di tutta Italia, composta da consorzi di tutela, enoteche e comuni. A dodici anni dalla sua nascita, per iniziativa del Consorzio del Soave sotto il nome “Vulcania”, il progetto Volcanic Wines, che riunisce i territori viticoli italiani a matrice vulcanica. L’associazione Volcanic Wines network tra gli obiettivi che ha c’è l’intenzione di certificare l’esistenza dei suoli vulcanici e vitati italiani, mapparli con chiarezza e facilitare la comunicazione all’esterno. Alle spalle un bel lavoro per costruire, una trama di relazioni tra territori e persone, superando le barriere legate ai singoli territori e dare così un’immagine unica dal Nord, al Sud fino alle isole L’intenzione quindi è quella di definire con maggior precisione il “perimetro” dei vini dei vulcani partendo da evidenze geologiche e rinsaldando, anche attorno all’uso di un marchio, la collaborazione tra le realtà coinvolte.

È in corso un dialogo con alcuni atenei italiani ed un contributo decisivo potrebbe arrivare dalla Società geologica italiana (La Sapienza, Roma) così come dall’Università di Firenze. Il network vuole trovare un accordo col mondo accademico, che potrebbe aprire la strada a una comunicazione istituzionale strutturata sui vini da suoli vulcanici e sul loro rapporto col territorio, questa potrebbe essere una grande opportunità per i produttori vitivinicoli.

Il consorzio Soave

Emozione, suggestioni evocative, ma anche accoglienza, sviluppo della ricettività turistica, coordinamento territoriale, condivisione di obiettivi in chiave promozionale sono le mete che la rete delle doc di origine vulcanica, di cui è capofila il Consorzio del Soave, si propone di raggiungere attraverso una strategia promozionale condivisa, valida sia per l’Italia che per l’estero.

Il consorzio del Soave, presieduto da Sandro Gini, sottolinea l’importanza dell’innovativo concetto dei vini dei vulcani, e in questo riscosso grandi consensi e forte interesse da parte di produttori e consumatori.  L’opportunità di disporre di un marchio unico che, su basi scientifiche, possa identificare questa tipologia crea molto interesse. Andiamo a scoprire cosa pensano i consorzi delle grandi aree italiane.

L’Italia del Vino

Il Vulcano è stato in grado di collegare tutta l’Italia del vino, si è rivelata una chiave di comunicazione chiara e vincente in grado di fare breccia tra i consumatori, superando così barriere linguistiche e confini territoriali. Il presidente del Consorzio vini Colli Euganei, Marco Calaon, è convinto dell’importanza della mappatura reale, basata sulla zonazione, per stabilire chi si potrà fregiare della vulcanicità, l’intenzione è quella di spingere i viticoltori a suddividere le viti a seconda dei suoli.

Per il Consorzio vini Frascati il vulcanesimo è presente nelle brochure consortili e alcune cantine fanno espliciti richiami in etichetta al legame con l’antico vulcano dei Castelli Romani, per questo mostrano grande interesse all’idea di poter usare il marchio Volcanic Wines. Nell’area della Doc Aglianico del Vulture, viene sottolineato come i vini vulcanici attirino particolarmente la curiosità del consumatore. Anche qui si ritiene utile che i consorzi aderiscano all’idea del marchio nazionale, per aumentare la riconoscibilità.

L’Italia del Vino
L’Italia del Vino

C’è il giusto interesse anche in Piemonte, che può vantare nel “supervulcano” della Valsesia uno degli esempi più caratteristici. Non ancora membri del network ma da valutare gli aspetti geologici e geochimici, in funzione della tracciabilità dei vini. Innegabile il valore sul fronte del marketing.

L’Etna è un vulcano attivo che, in un modo o in un altro, rappresenta una peculiarità rispetto ad altre zone, queste le parole di Giuseppe Mannino, alla guida del Consorzio vini dell’Etna. In questo momento stanno vivendo una particolare crescita, per questo è anche loro intenzione prendere in considerazione l’iniziativa del circuito Volcanic Wines, proprio per i punti in comune che ci sono con questo network italiano.