I vini che provengono da territori vulcanici stanno negli anni attirando sempre più interesse. Il fenomeno dei vini da suoli vulcanici è tra i più interessanti delle ultime stagioni, i degustatori professionisti ne esaltano le caratteristiche. Nel marzo dello scorso anno, il sommelier John Szabo (autore del libro Volcanic Wines: Salt, Grit and Power, uscito nel 2016) ha dato vita ad una iniziativa, la prima convention internazionale sui vivi vulcanici tenuta a New York, in cui ha sottolineato le potenzialità di questi prodotti dando loro un posto di rilievo tra i vini del terzo millennio.

Le caratteristiche dei vini vulcanici

Ma quali sono le caratteristiche più comuni dei suoli e dei vini vulcanici? “È evidente una relazione tra suoli composti da basalti, tufi, pomici e la ricchezza gustativa e l’equilibro che si riscontra normalmente nei vini prodotti” queste sono le parole di Sandro Gini, presidente del Consorzio del Soave, il quale continua il suo commento spiegando quali siano le caratteristiche: “I suoli costituiti da rocce vulcaniche hanno valori di macro-porosità più alti, queste rocce possono immagazzinare risorse idriche fino al 100% del loro peso, rilasciandola molto lentamente”. Sono dunque un’importane riserva idrica per l’apparato radicale della vite, soprattutto in annate secche e siccitose. “Inoltre, le radici respirano attivamente e traggono giovamento dal contatto con rocce che presentano porosità riempite di sostanze gassose, fornendole per i bisogni della pianta”.

Le caratteristiche dei vini vulcanici
Le caratteristiche dei vini vulcanici

Ma non tutti i suoli vulcanici hanno caratteri positivi per la viticultura, in quanto i terreni vulcanici sono di vari tipi, a seconda del tipo di materiale di cui è composta la roccia, e queste caratteristiche differenti della roccia emergono in modo evidente nei vini.

 Gli elementi che però accomunano i vini provenienti da suoli vulcanici sono innanzitutto una profondità espressiva, nel senso di una maggiore struttura, sapidità, acidità e, per usare un termine molto discusso, mineralità. C’è anche chi non condivide l’idea che ci sia una relazione tra i suoli e le caratteristiche dei vini.

La produzione di vini vulcanici a livello mondiale e nazionale

Le aree mondiali di produzione sono Napa Valley in California, Casablanca Valley in Cile, Santorini in Grecia, Kaiserstuhl in Germania, Rias Baixas e Canarie in Spagna, Isole Azzorre e Madeira nel Portogallo, Alture del Golan in Siria e Israele, Yarra Valley in Australia.

Spostandoci in Italia l’elenco di suoli vulcanici impegnati nella produzione di vini è lungo: alcune zone nel territorio di Soave e dei Monti Lessini in provincia di Verona, i Colli Euganei in provincia di Padova, il territorio della Valsesia nell’Alto Piemonte, il Lazio con i Castelli Romani, Montefiascone, Pitigliano e Sorano, l’Umbria con Orvieto, la Campania coi Campi Flegrei e il Vesuvio, la Basilicata col Vulture, la Sicilia con l’Etna, Pantelleria e le Isole Eolie, la Sardegna con Mogoro. Oggi, dell’associazione Volcanic Wines network ne fanno parte 19 territori. Il marchio Volcanic Wines è detenuto dal Consorzio del Soave, che lo ha registrato nel 2013 mettendolo a disposizione delle aziende con un preciso regolamento d’uso e funge da rappresentanza dei vini vulcanici in Italia.

La produzione di vini vulcanici a livello mondiale e nazionale
La produzione di vini vulcanici a livello mondiale e nazionale