Il Professore Vincenzo Russo, Aurelio Angelini presidente della fondazione UNESCO Sicilia, Marisa Mazzaglia presidente del Parco dell’Etna, Sergio Chiacchella, direttore generale Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche; Sandro Caracci commissario Parco dei Castelli Romani; Luigi Petti, università di Salerno, in rappresentanza dell’Associazione Iride; in rappresentanza di Slow Food la vice presidente Francesca Rocchi e il Rappresentante Unico del Cluster Dario Cartabellotta si sono riuniti  per firmare l’atto costitutivo dell’associazione “Terre dal Cuore Caldo”. Quest’associazione è nata per promuovere i territori italiani di origine vulcanica con lo scopo di creare una rete di contatti che possa sostenere contadini e produttori di questi territori. È stato firmato anche lo statuto e l’atto costitutivo di una associazione che vuole rappresentare tutte i territori di origine vulcanica.

Un progetto, quello dell’Associazione delle Terre dal Cuore Caldo che non ha confini limitati, ma segue un fil rouge di calore che attraversa l’Italia da Nord a Sud: sei regioni italiane, rappresentate da Parchi Naturali, associazioni onlus, enti locali, cooperative, descrivono un panorama associativo variegato e complesso ma assolutamente aperto e inclusivo.

I vulcani, beni culturali da tutelare

I territori vulcanici rappresentano una grande potenzialità in Italia, pensiamo all’Etna, alle Eolie, che sono già beni iscritti all’UNESCO e da esempio per il mondo intero. Con questo articolo vogliamo comprendere il significato della conservazione dei paesaggi vulcanici nei suoi diversi aspetti. Lanciato il progetto «Terre dal cuore caldo» per valorizzare paesaggi e prodotti, consiste in un viaggio affascinante per raccontare le vicende storiche e geomorfologiche dei territori di origine vulcanica, alla scoperta di tutti quei prodotti tipici che poche altre terre possono offrire ai viaggiatori del gusto. Il progetto Terre dal cuore caldo si propone di associare tutti questi territori particolarissimi, nei quali aria, terra, acqua e fuoco offrono spettacoli suggestivi e surreali per valorizzarli e promuoverli in tutta la loro preziosità naturalistica.  Questa iniziativa è stata presentata nella prima giornata del Salone del gusto di Torino che si è tenuta dal 23 al 27 ottobre del 2015.

Il Cosvig

L’iniziativa, che ha già richiesto il patrocinio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), intende promuovere e valorizzare tutti quei territori dalla tipica morfologia di origine vulcanica compreso quelli in cui si manifestano fenomeni di natura geotermica o di emissioni di altri gas allo stato secco, provenienti dal suolo, nonché i luoghi dove sono presenti sorgenti di acqua calda di origine profonda. Il progetto è mirato a far conoscere le peculiarità del territorio, inteso come bene culturale e ambientale da tutelare e valorizzare.

Il Cosvig, cioè il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, ha avviato il progetto, che vede la presenza di due parchi nazionali (Etna e Vesuvio), tre regionali (Castelli Romani, Colli Euganei e Alpi Marittime), i Comuni della Valsesia e della Valsessera interessati dalla presenza del supervulcano riconosciuto come geoparco dall’Unesco, il lungo elenco comprende anche Catania, Ustica, l’isola di Salina, l’area dell’alta e media valle del fiume Sele. A questi si aggiungeranno, in futuro, i Comuni dell’area flegrea con le isole del golfo di Napoli e i Comuni di Acquapendente, Orvieto e Bolsena insediati nel territorio dell’antico vulcano Vulsinio.

Il Cosvig
Il Cosvig