Le rocce vulcaniche affioranti sull’isola sono il prodotto di magmi prevalentemente trachitici che hanno alimentato eruzioni sia effusive che esplosive. Dalle prime si sono formate colate e duomi di lava, dalle seconde estese coltri di ceneri e lapilli. La storia eruttiva di Ischia è cominciata più di 150.000 anni fa ed è proseguita, in alternanza con lunghi periodi di quiescenza, fino all’ultima eruzione, che ha formato la colata lavica dell’Arso nel 1302 AD. Circa 55.000 anni fa, la violenta eruzione esplosiva del Tufo Verde del M. Epomeo, alimentata da un magma alcali-trachitico, è stata responsabile della formazione di una caldera in corrispondenza dell’attuale parte centrale dell’isola.

Dal momento che l’Isola d’Ischia si è formata recentemente (ca. 55.000 anni fa) diversi vulcani sull’Isola hanno ancora una forma conica, non essendo stati erosi dagli agenti atmosferici. La maggior parte dell’isola è costituita da depositi di eruzioni sia effusive che esplosive, che hanno costruito edifici vulcanici, alcuni dei quali ancora ben visibili nel settore sud-orientale dell’isola, altri del tutto smantellati o sepolti. Molto diffusi sono anche i depositi di frane che derivano dall’accumulo di materiale vulcanico preesistente.

Il processo di risorgenza

A partire da almeno 30.000 anni fa, si è instaurato un processo di sollevamento del fondo della caldera. Questo fenomeno, detto di risorgenza, è cominciato a seguito dell’intrusione di nuovo magma nel sistema vulcanico, e ha causato il sollevamento del blocco centrale dell’isola di almeno 900 m. Il fenomeno della risorgenza ha fortemente condizionato l’attività vulcanica, determinando le condizioni per la risalita dei magmi solo nel settore orientale dell’isola e lungo sistemi di faglie regionali preesistenti. Negli ultimi 30.000 anni il tasso di sollevamento dovuto alla risorgenza è stato di circa 3.3 cm/anno.

Il vulcanismo in epoca storica è stato particolarmente intenso, con oltre 46 eruzioni effusive ed esplosive concentrate principalmente negli ultimi 3.000 anni, e la formazione di molti vulcani monogenici intorno al blocco in sollevamento. La maggior parte dei centri eruttivi recenti è situata nella depressione posta ad est del Monte Epomeo (per esempio, i centri di Vateliero, Cava Nocelle, Molara, Arso) mentre solo pochi di essi (come quelli che hanno prodotto la colata lavica di Zaro o l’unità piroclastica di Chiarito) sono ubicati al di fuori di quest’area.

Dall’ultima eruzione il sistema vulcanico dell’isola ha continuato a manifestare la sua attività attraverso una diffusa attività fumarolica e idrotermale e una ricorrente sismicità, culminata nel terremoto di Casamicciola del 1883. L’ultimo evento sismico significativo, con magnitudo pari a 4.0, è avvenuto il 21 agosto del 2017, sempre nell’area del comune di Casamicciola.

I più riconoscibili

Continuiamo la nostra scoperta di alcuni vulcani facilmente riconoscibili situati in diverse zone dell’Isola d’Ischia. Abbiamo il Duomo vulcanico di La Roja a St’Angelo nel Comune di Serrara Fontana, il catere del Testaccio nel Comune di Barano d’Ischia, il Castello Aragonese si trova a Nord Est di fronte alla città vecchia di Ischia Ponte e la lava dell’Arso nel Comune di Barano ed Ischia.

I crateri principali sono Molara, Nocelle, Vatoliere nel Comune di Barano d’Ischia, il cratere di San Michele che si trova nel Comune di Ischia. Il Punta Imperatore / Campotese si trova a Sud Ovest dell’Isola d’Ischia nel Comune di Forio d’Ischia, mentre il cratere di Panza che si trova a Sud Ovest dell’Isola d’Ischia nel Comune di Forio d’Ischia. La lava di Zaro che si trova a Nord Ovest dell’Isola d’Ischia nel Comune di Forio d’Ischia.

I più riconoscibili
I più riconoscibili