Disseminate quasi in ogni angolo dell’isola, le bocche vulcaniche sono piuttosto numerose rispetto alla dimensione del territorio, e di diversa morfologia e composizione. Sparsi per tutta l’Isola d’Ischia vi sono più di 40 vulcani.

Ischia

Situata nella parte nord-occidentale del Golfo di Napoli, Ischia è la cima di un apparato vulcanico che si innalza per più di 1.000 m dal fondo del mare e raggiunge un’altezza di 787 m s.l.m., in corrispondenza del M. Epomeo. Si sono verificate eruzioni fino al 1302, anno dell’ultimo evento, per questo l’accumulo dei prodotti vulcanici ha così costruito un’isola ampia circa 46km che raggiunge un’altezza massima di 787m sul livello del mare, in corrispondenza del Monte Epomeo. L’isola è costituita da rocce vulcaniche, da depositi di frane e da altre rocce sedimentarie, che derivano dall’accumulo e dalla cementazione di frammenti di rocce preesistenti, smembrate dai processi erosionali. Procediamo adesso alla scoperta di alcuni dei vulcani più importanti.

Ischia
Ischia

Il vulcano del Rotaro

Il vulcano più bello e con una forma conica abbastanza accentuata è sicuramente il vulcano del Rotaro che si trova a Nord dell’Isola d’Ischia nel Comune di Casamicciola Terme. Salendo dal Porto di Ischia, che è esso stesso un cratere, divenuto poi lago salato e trasformato in porto alla fine del 1800 da Ferdinando II di Borbone, si arriva al Montagnone ed al Monte Rotaro, due dei tanti vulcani di Ischia, il primo ricoperto di macchia selvaggia, il secondo da una fitta pineta, che rappresenta uno dei maggiori polmoni verdi dell’isola: il bosco della Maddalena. Il Monte Rotaro, di m 266, sovrasta la Spiaggia degli Inglesi, sulla costa settentrionale e si trova ad a oriente d’Ischia Porto.

Continuando il sentiero si giunge poi al “Cretaio”, attraversando orti e case fino a che il sentiero si restringe in un sottobosco di lecci, corbezzoli, eriche, mirto ed edere. Il percorso si inerpica tra alberi di pino e mirto fino al margine del cratere del Rotaro, dove è possibile ammirare una delle rarità botaniche dell’isola il Cyperus Polystachius (ovvero il papiro delle fumarole) specie non endemica, ma che ha trovato in alcune zone di questa isola un microhabitat favorevole per la sua crescita. Attraversando la cresta del vulcano ed ammirandone il fondo, si prosegue fino ad una serie di “fumarole” in attività.

Il monte Epomeo

A poco a poco si sono formati altri vulcani ai bordi dell’Epomeo. I vulcani più giovani che si sono formati negli ultimi 2000 anni sono: l’Arso nel 1301; il Rotaro, il Vatoliere, la Molara e Cava delle Nocelle, tutti del III sec. d. C; Monte Trippodi del II sec. d.C; Montagnone/Maschiata del I sec. d. C. Poi vi è il Monte Nuovo m 513, sulla falda occidentale di Monte Epomeo ed il Monte Corbaro m 490, fra Chiesa S. Antuono e Pietra dell’Acqua.

Altre interessanti particolarità geologiche sono le erosioni a Tafoni e i giganteschi blocchi franati che si sono originati dal disfacimento del massiccio dell’Epomeo. Strutture a nido d’ape ed erosioni a tafoni si trovano sparse dappertutto sull’isola. Per l’effetto del sole, del vento, del sale e dell’acqua sul tufo dell’Epomeo si formano le cosiddette strutture a nido d’api ed a tafoni. I blocchi franati dell’Epomeo formano ai piedi della montagna un paesaggio che somiglia ad un mare di rocce. Alcuni blocchi sono così grandi, che gli abitanti del posto, scavando la roccia, hanno ricavato delle case abitabili. Queste particolari abitazioni sono molto interessanti da visitare. Si trovano nella zona di Forio, Ciglio, Cuotto, Serrara, Falanga e Maio.

Il monte Epomeo
Il monte Epomeo