I vulcani rappresentano un aspetto peculiare del territorio della Campania, vulcani salienti ma non per questo non pericolosi. Non c’è solo il Vesuvio in Campania, ma sono diversi i vulcani attivi. I complessi vulcanici che circondano Napoli e la sua provincia, sono a sudest il Somma-Vesuvio, a nordovest i Campi Flegrei, a ovest Ischia.

Il Vesuvio

Famoso in tutto il mondo, il Vesuvio si trova a 12 chilometri da Napoli e a 10 dall’antica Pompei, è uno dei vulcani più studiati al mondo. Il complesso vulcanico, più propriamente chiamato Somma-Vesuvio, perché composto da due cime: il monte Somma e il Vesuvio vero e proprio, formatosi dopo la famosa eruzione del 79 d.C. che ha distrutto Pompei, Ercolano e Stabia, seppellite sotto una nube di cenere e rocce pomici. Le sue eruzioni, di natura esplosiva, possono scagliare gas, cenere e vapori ad altissima velocità a centinaia di chilometri di distanza.

Il vulcano è in “letargo” dal 1944, ma perfettamente attivo; la sua pericolosità è determinata dal fatto che sorge in un’area densamente abitata, in cui risiedono milioni di abitanti. Oggi, infatti, ai piedi del vulcano abitano circa 700.000 persone. Il Vesuvio è sotto osservato 24 ore su 24 dagli esperti della stazione vulcanologica che si trova sulla montagna.

È possibile salire sul vulcano tutto l’anno, ma nei mesi invernali il parco è aperto solo fino al primo pomeriggio. È raggiungibile fino ad un certo punto in macchina e bus da Napoli, Pompei e Boscoreale. Si prosegue la salita a piedi per circa 30 minuti. L’ingresso al parco è a pagamento.

Il Vesuvio
Il Vesuvio

I Campi Flegrei

I Campi Flegrei sono una vasta area di natura vulcanica situata nel golfo di Pozzuoli, a Nord-Ovest della città di Napoli. Nella zona sono riconoscibili almeno ventiquattro tra crateri ed edifici vulcanici, ma sono presenti anche fonti termali e si verificano esplosioni di gas e vapore. Ad oggi alcuni dei crateri spenti sono diventati dei laghi. Rimane comunque, un’area vulcanica ad alto rischio, ma per ora silente, l’ultima eruzione in questo territorio, tenuto costantemente sotto monitoraggio, risale al 1538; in compenso è qui attivo un fenomeno periodico di sprofondamento e sollevamento del suolo noto come bradisismo. L’area è sottoposta a costante monitoraggio perché ad alto rischio vulcanico.

Quest’area, che geologicamente è riconosciuta come enorme caldera (ossia un unico grande vulcano), è delimitata dalla collina di Posillipo, collina dei Camaldoli e a settentrione da Quarto, la collina San Severino, l’acropoli di Cuma e Monte di Procida.

L’isola d’Ischia

L’isola d’Ischia è un campo vulcanico la cui ultima manifestazione eruttiva è stata la colata lavica dell’Arso, nel 1302. Uno dei benefici derivanti dal vivere in un’area vulcanica è la presenza di acque termali. Ad Ischia il termalismo alimenta un fiorente turismo naturalistico e del benessere, per la diffusa presenza di fanghi e acque calde e mineralizzate, che hanno origine dalla natura vulcanica dell’isola.

Il principale rilievo dell’isola è il monte Epomeo, ma non è un vulcano, si è formato a causa del sollevamento di rocce depositate sul fondo di una caldera situata nella parte centrale dell’isola. L’eruzione del tufo verde dell’Epomeo è l’attività più nota dell’area ischitana, il cui nome è dovuto proprio al caratteristico colore prodotto dal tufo che depositato in ambiente subacqueo, si distingue per la tipica colorazione verde data dal contatto con l’acqua di mare.