L’Italia è un paese abitato da numerosi vulcani, ci sono più vulcani che in qualsiasi altro paese d’Europa. Sono oltre 20 i vulcani italiani, di cui almeno la metà sono spenti mentre gli altri sono ancora attivi oppure quiescenti. Gli unici due che al momento danno eruzioni continue, separate da brevi intervalli, sono l’Etna e lo Stromboli. Entrambi si trovano in Sicilia, andiamo ad analizzarli meglio, parliamo dei vulcani più interessanti che si possono visitare.

L’Etna

L’Etna (chiamato anche Mongibello, o ‘A Muntagna, dai siciliani), sorge sulla costa orientale della Sicilia, nella provincia di Catania, ed è il più alto vulcano d’Europa con i suoi oltre 3.300 metri d’altezza, ma anche in costante mutamento a causa delle frequenti eruzioni. Erutta sia dai quattro crateri sommitali, sia dai fianchi, a intervalli che possono durare dai pochi mesi ai 20 anni, ed ha un’attività sia effusiva (con colate di magma basaltico, molto liquido) sia esplosiva: non di rado, cioè, “sputa” fitte colonne di cenere e gas visibili anche dallo Spazio, e scaglia tutt’intorno le rocce prodotte dalle sue eruzioni (piroclasti).

Ai piedi del vulcano sono situate molte piccole città che in passato sono state più volte minacciate dalle colate laviche. Alcune volte la lava è arrivata fino a Catania che si trova a 30 chilometri dall’Etna. Adesso, durante le eruzioni, la lava scende verso il mare sul lato orientale della montagna dove ci sono pochi centri abitati.

Questo vulcano viene tenuto sotto controllo dai dai geologi dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ed è abbastanza prevedibile da non costituire un grosso pericolo per chi vive alle sue pendici. Di recente, nel 2013, l’Etna è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, e appare sempre sovrastato da un pennacchio di fumo. Le eruzioni occorse negli ultimi anni, rispetto al passato, sono diverse, più lunghe come durata ma meno potenti con esplosioni stromboliane.

Un paesaggio mozzafiato

Il paesaggio etneo è mozzafiato, poiché tutti i dintorni sono coperti di lava, quella nera appartiene alle colate più recenti, mentre quella grigio-marrone alle eruzioni antiche. Si possono scorgere resti di casette distrutte dalla lava, proprio a ricordare il pericolo reale che continua ad esserci. Sulla sommità del vulcano ci sono solo sabbia e pietre nere che lo fanno apparire come un paesaggio lunare. La neve copre la cima per quasi tutto l’anno, eccetto in estate. In inverno si può sciare, ma il periodo migliore per le escursioni va da maggio ad ottobre.

Per salire sul vulcano si consiglia di arrivare dalla parte sud, passando per Nicolosi e proseguendo verso il Rifugio Sapienza, dove si trova la stazione della funivia, che vi porta fino a 2.500 metri d’altezza. Se si vuole continuare a salire, i più avventurosi possono continuare la salita ai crateri principali a piedi, oppure vi è la possibilità di raggiungere i crateri sommitali a bordo di bus fuoristrada. Per questo tipo di escursione bisogna munirsi di un abbigliamento adatto, che deve essere pesante anche nel periodo estivo, indossare scarpe adatte, portare con sé acqua, occhiali da sole e crema protettiva.